ETTORE SCOLA

Il Presidente della Giuria del 7° Monte-Carlo Film Festival “de la Comédie”, è uno dei maestri della cinematografia mondiale, tra gli sceneggiatori e registi più importanti del cinema italiano.

Ettore Scola ha lavorato con tutti i più grandi attori italiani del dopoguerra e del cinema moderno: Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Giancarlo Giannini, fino a Massimo Troisi, Diego Abatantuono, Sergio Castellitto, Gérard Depardieu, Sophia Loren, Emmanuelle Béart, Monica Vitti, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant.

Ettore Scola nasce a Trevico (Avellino) il 10 maggio 1931. Trasferitosi a soli cinque anni con la famiglia a Roma, sin da giovane è dotato di una particolare ironia che lo porta a collaborare come vignettista, a soli 15 anni, con il periodico satirico “Travaso” e in seguito con la “Tribuna Illustrata” e il “Marc’Aurelio” di Vito De Bellis. Nei primissimi anni ’50 lavora in radio scrivendo alcuni dei famosi sketch del “Cavaliere” l’attore milanese Tino Scotti e una serie di caratterizzazioni per un giovane comico romano, Alberto Sordi, fra cui quelli del conte Claro e del famoso Mario Pio, uno dei cavalli di battaglia di Sordi.

Nel 1953 firma insieme a Ruggero Maccari la sua prima sceneggiatura per il cinema con la commedia Fermi tutti arrivo io! con Tino Scotti. Un inizio fortunato perché il film, uno dei primissimi a colori in Italia, incassa quasi 250 milioni. Dalla seconda metà degli anni ’50 il diventa uno degli scrittori più richiesti in Italia firmando tra l’altro i copioni di memorabili commedie quali Un americano a Roma (1954) di Steno, Lo scapolo (1955) di Antonio Pietrangeli, Il marito (1958) di Nanni Loy, Il sorpasso (1962), I mostri (1963) e Il Gaucho (1964) di Dino Risi. Il ’64 segna anche il suo esordio alla regia con la commedia Se permettete parliamo di donne, film in costume concepito su misura per il trasformismo di Vittorio Gassman, che vi interpreta numerosi e spassosissimi ritratti di “maschio latino”. Seguono altre due commedie: La congiuntura (1964) e L’Arcidiavolo (1966), che vedono sempre Gassman come protagonista, e il suo primo Nastro d’Argento per la sceneggiatura di Io la conoscevo bene (1965) di Pietrangeli.

Nel 1968 il suo Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? con Alberto Sordi, Bernard Blier e Nino Manfredi è campione con quasi due miliardi di lire ai botteghini. Per molti il film è considerato il suo primo dichiaratamente politico, che introduce alla quadrilogia della contestazione generale: Il commissario Pepe (1969), Dramma della gelosia: tutti i particolari in cronaca (1970) con Mastroianni Palma d’oro a Cannes come migliore attore, Permette? Rocco Papaleo (1971) e Trevico-Torino (Viaggio nel Fiat-Nam) del 1973. Quattro film che portano in primo piano la simpatia del regista per i perdenti della società del benessere. Nel 1974 Scola s'impone come uno degli autori di punta del cinema italiano grazie al film C'eravamo tanto amati con il quale ripercorre le tappe della storia italiana dalla Liberazione fino ai cosiddetti "anni di piombo". Il film, che vede la partecipazione di una meravigliosa Stefania Sandrelli contesa dai due amici Gassman e Manfredi, ottiene un Nastro d'argento, il César per la miglior sceneggiatura e il Primo premio al Festival di Mosca. Nel 1976 è la volta di Brutti, sporchi e cattivi, (Premio per la miglior regia al Festival di Cannes) dedicato al sottoproletariato delle borgate romane con uno straordinario Nino Manfredi e Signore e Signori, buonanotte con Mastroianni, Gassman e Manfredi.

Il 1977 segna la definitiva e unanime consacrazione internazionale del regista. Con il film Una giornata particolare (protagonisti Sophia Loren e Marcello Mastroianni, entrambi riconosciuti nella loro migliore interpretazione di sempre) Ettore Scola vince un David di Donatello per la miglior regia, il Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura, il César come miglior film straniero, un Golden Globe e una Nomination all'Oscar per il miglior film straniero. Nello stesso anno firma, insieme a Dino Risi e Mario Monicelli, la regia de I nuovi mostri, film a episodi con tutti i più grandi attori italiani di quegli anni.

Più si arricchisce di nuovi titoli la sua filmografia, più risulta evidente che i film di Ettore Scola sono capitoli di un grande romanzo che ha per tema il lato buffo dell'esistenza. Nei suoi memorabili film Ettore Scola, con grande eleganza, riesce a coinvolgere lo spettatore nei meccanismi della trama, facendo emergere, come pochi hanno saputo fare, figure e personalità degli attori.

Gli anni Ottanta si aprono con una co-produzione italo-francese, La Terrazza (1979), amaro bilancio di un gruppo di intellettuali di sinistra in crisi con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Marcello Mastroianni. Il film ottiene ancora una volta il Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura, la Palma d'oro a Cannes a Carla Gravina, la Palma d'oro per la migliore sceneggiatura. Dopo Il Mondo nuovo (1982), ambientato durante la Rivoluzione francese (David di Donatello per la migliore sceneggiatura), dirige Ballando Ballando (1983), film senza dialoghi tratto dall’ opera teatrale Le Bal (1980) del Théâtre du Campagnol, che ottiene una valanga di premi (David di Donatello per la miglior regia, Orso d'argento per la miglior regia a Berlino, tre César per miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura, Nomination all'Oscar come miglior film straniero) e La Famiglia (1987) che vanta un cast eccezionale e i migliori premi della critica (tre David di Donatello per miglior film, regia e sceneggiatura, due Nastri d'argento per miglior regia e sceneggiatura e una nomination all'Oscar come miglior film straniero). A fine anni ’80 torna alla commedia con Splendor (1988) e Che ora è? (1989) con Mastroianni e Troisi (premiati a Venezia) e scritto per la prima volta in collaborazione con la figlia Silvia. Tra il 1990 e il 1995 gira Il viaggio di Capitan Fracassa (1990), commosso omaggio al mondo del teatro ambulante con Massimo Troisi, Ornella Muti ed Emmanuelle Béart e Il romanzo di un giovane povero (1995) con Alberto Sordi e Isabella Ferrari (migliore attrice a Venezia). Nel 1998 il suo La cena fa ottenere un meritatissimo Nastro d'argento al complesso degli attori, primo tra tutti Vittorio Gassman. I suoi ultimi due film: Concorrenza sleale (2000) con Sergio Castellitto, Diego Abatantuono, Gérard Depardieu e Jean-Claude Brialy e Gente di Roma (2003), scritto insieme alle figlie Paola e Silvia.